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La Newsletter dell'illuminazione a LEDs

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Tipologie di lampadine e il loro futuro


Da settembre 2009 le classiche lampadine ad incandescenza sono state messe al bando dal Parlamento Europeo. Per essere più precisi, tutte le lampadine di taglio uguale e superiore ai 100W non si potranno più produrre nè commerciare. Progressivamente anche quelle di taglio più piccolo scompariranno fino ad essere completamente bandite nel settembre 2012. Questa imposizione dell’Unione Europea fa parte di un più ampio progetto di rinnovamento dell’illuminazione.
Analizziamo ora 3 tipi di lampadine tra le più diffuse attualmente in commercio:
• Incandescenza (o tradizionali)
• A scarica (o a risparmio energetico)
• LED
Lampadine ad Incandescenza
Fanno parte di questa tipologia tutte quelle lampade basate sull’irraggiamento di fotoni generato dal surriscaldamento di un elemento metallico (principalmente tungsteno). Il peggior difetto è che la maggior parte dell’energia viene sprecata sotto forma di calore, ottenendo un’efficienza luminosa di soli 13,8 lumen/watt. La luce emessa dalle lampade ad incandescenza crea una distorsione cromatica, dovuta a una bassa temperatura di colore, che però risulta piacevole alla vista. Ciò però la rende incompatibile con qualsiasi lavoro che preveda una perfetta resa cromatica. Oltre a questi inconvenienti, c’è la scarsa durata della lampadina stessa causata dall’usura del filamento di tungsteno che tende a rompersi dopo circa 1000 ore di attività. Una sua evoluzione risulta la lampada alogena, al cui interno viene aggiunto un gas (iodio o kripton) per aumentare la temperatura di funzionamento e migliorare la resa visiva. Anche il rendimento migliora di circa un 50%. (16,7lm/W). Queste lampadine sono sì economiche da produrre, però il continuo ricambio genera ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti difficilmente smaltibili. Questo fattore e la pessima resa in termini di lumen generati per watt di energia utilizzata, sono le principali ragioni che hanno spinto l’UE a escluderle dal commercio.

Lampadine a scarica o a risparmio energetico.
Sono le principali alternative alle lampadine tradizionali disponibili del mercato dell’illuminazione. Spesso vengono chiamate erroneamente lampade al neon (contengono in prevalenza mercurio o sodio) e sono utilizzate già da tempo per l’illuminazione di edifici pubblici e commerciali. La luce emessa varia secondo la tecnologia utilizzata, passando dal rossastro nel caso del mercurio fino al bianco brillante degli ioduri metallici. Una caratteristica comune a tutte le lampade a Scarica è però la generazione di luce ultravioletta che viene schermata per non nuocere alle persone con le quali viene in contatto. Il tipo più comune di lampada a Scarica è la lampada a Fluorescenza, realizzata ricoprendo il bordo interno della struttura della lampadina con una sostanza a base di fluoro che ha la funzione di catturare la luce ultravioletta e convertirla in luce visibile, aumentando l’efficienza luminosa. Tale resa è compresa tra 80 e 100 lumen/W, circa sei volte superiore a quella di una lampadina tradizionale. Di conseguenza, sarà sufficiente una lampadina a fluorescenza di 24W per illuminare come una classica di 125W, con un evidente risparmio finale sulla bolletta. Anche la durata è superiore, tra le 6000 e le 12000 ore di vita utile in base al modello. Tuttavia anche le lampade a Scarica hanno i loro svantaggi tra i quali il prezzo più elevato, ed il tempo di accensione. Occorrono alcuni secondi per arrivare alla massima luminosità. Un ulteriore punto a sfavore è la presenza di metalli altamente inquinanti come il mercurio che ne rendono difficoltoso il recupero.


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Lampadine a led
E’ il presente e il futuro dell’illuminazione. Infatti allo stato attuale le più efficienti aziende sono in grado di offrire prodotti di alto contenuto tecnologico garantendo la sostituzione delle lampade a fluorescenza, così da iniziare ad avere un alto risparmio ernergetico (una lampada led da 100 watt ne consuma soli 13,5W) ed una più lunga durata delle lampade (fino a 50.000 ore) con nessuna emissioni di gas inquinanti e con una emissione di calore notevolmente ridotta. Il modo di concepire la luce in ambiente domestico e professionale è completamente cambiato e sicuramente segnerà la fine di lampade e lampadari. Il modulo a LED infatti è composto da un diodo che emette luce al passaggio di energia elettrica, quindi senza bisogno di utilizzare gas. Questo permette una buona miniaturizzazione della lampadina, oltre a poter contare su un modulo di supporto grazie al quale la luce emessa è regolabile nello spettro di colore RGB. In questo modo da un singolo punto di luce si possono realizzare diverse configurazioni di illuminazione (bianca per lavorare o tonalità più “calde” per una serata rilassante in casa). A questi vantaggi si aggiunge l’elevato rapporto “flusso luminoso/energia” previsto di circa 150lm/W. Più di dieci volte quello delle lampadine al tungsteno. Per questi motivi il led è oggi una vera e importante alternativa alle lampadine tradizionali ed è la forma di illuminazione del presente e ancor più del prossimo futuro.



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